LA COLLEZIONE PERMANENTE

La settantina di oggetti  esposti nel museo sono parte di una più vasta collezione privata di oltre 300 pezzi in comodato d’uso decennale.

Provengono dall’Africa occidentale e centrale, le aree del continente in cui l’espressione scultorea ha avuto il suo sviluppo più rilevante.

La maggior parte delle opere è costituita da maschere e statue in legno, il materiale più diffuso in natura e quindi più utilizzato in campo artistico.

 

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La raccolta degli oggetti che costituisce la collezione è iniziata negli anni ’70.

E’ una raccolta che comprende opere molto varie, interessanti per la loro forza espressiva, per l’eleganza geometrica delle forme e per l’utilizzo armonioso di differenti materiali.

 

 

L’appartenenza di ciascun oggetto ad una determinata etnia è per lo più indicativa poiché gli stili artistici hanno subito nel tempo influenze di uno o più gruppi etnici che condividono territori e tradizioni culturali, credenze religiose e modelli sociali.

 

 

Premesso che gli studi interpretativi sull’utilizzo degli oggetti di arte africana si riferiscono a tradizioni orali, le spiegazioni riportate in catalogo sono il risultato di studi e ricerche  condotte in situ e approfondite su testi scritti da esperti di arte africana e da studiosi di antropologia ed etnologia.

Nelle culture africane di villaggio vi è una stretta relazione tra il ciclo di vita agricolo annuale e quello della vita umana.
Al momento del raccolto un ciclo finisce, ma un altro ne ricomincia subito dopo; ciò vale anche per le persone, specialmente per coloro che muoiono giovani senza figli: si crede possano rinascere con la generazione successiva.

Così ogni momento chiave della vita può essere visto come un passaggio da uno stato ad un altro, accompagnato da cerimonie in cui gli oggetti artistici utilizzati sono lo strumento per manifestare credenze religiose ed esprimere idee associate ai culti.

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